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PRIMA DI ESPRIMERE GIUDIZI, FERMATI E RIFLETTI

Sparlare di qualcuno è solo un “passatempo” autocelebrativo che non porta a nulla di buono

Serve a qualcosa criticare esprimendo giudizi negativi sugli altri?

Criticare l’altro, in altre parole, ci serve per “salvare” la nostra immagine, la nostra identità di persone buone, giuste, corrette. In molti casi mi è capitato di constatare anche quanto il giudizio espresso fosse in realtà un pregiudizio dettato dalla mia distorta visionee valutazione della realtà e dell’altro.

Allora perché abbiamo così bisogno di giudicare gli altri? A cosa può servire praticare questo “sport”? La risposta è semplice: a nulla. Anzi, chiedetevi se, dopo che avete sparlato di qualcuno, vi sentite meglio. All’istante potrebbe sembra di sì, come una specie di liberazione per aver detto ciò che non vi piaceva. Ma, alla fine, quanto è servito a migliorare il clima relazionale?

Anziché seminare comprensione, benevola accettazione, fiducia, tolleranza, creiamo le basi per un rapporto che ci darà del filo da torcere e minerà la nostra serenità interiore perché coveremo risentiremo.

Dovremmo fare tesoro del contenuto della bellissima poesia del noto maestro di meditazione indiano degli inizi del ‘900 Swami Sivananda, che recita: “La potenza del pensiero muta il destino. L’uomo semina un pensiero e raccoglie un’azione; semina un’azione e raccoglie un’abitudine; semina un’abitudine e raccoglie un carattere; semina un carattere e raccoglie un destino. L’uomo costruisce il suo avvenire con il proprio pensiero e agire. Egli può cambiarlo perché ne è il vero padrone”.

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dott. Ettore Botti

Studio di Psicologia Analitico - Transazionale
www.ettorebotti.com

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