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PACATEZZA ED IRRUENZA

PACATEZZA ED IRRUENZA - DENTROCASA giugno 2019

 

Un’abitazione da vivere in tutta la sua “essenza”, fatta di spazi fluidi e flessibili: partizioni leggere ed effimere permettono il libero movimento del corpo e della mente.

progettazione d’interni arch gino bettati • testo arch roberto poli • ph e styling michele biancucci, chiara virgili

 

Non solo un’abitazione ma un luogo mistico, capace di stupire e trasmettere le sensazioni ambivalenti di serenità ed irruenza; in più stupire gli ospiti con ambienti comunicativi e inconsueti che siano allo stesso tempo accoglienti e confortevoli.

È questo il desiderio della proprietaria riguardo la propria dimora. Un desiderio che l’architetto Gino Bettati ha interpretato attraverso una “decostruzione” fisica e metaforica dell’esistente ottenuta tramite un progetto di ristrutturazione che, grazie a scelte mirate e consapevoli, ha saputo eliminare gran parte dei divisori verticali e delle solette, sostituendoli con partizioni leggere ed effimere.

Il risultato è quello di un loft che non rinuncia all’organizzazione funzionale degli ambienti, ma che lascia libero sfogo all’immaginazione del fruitore. Grazie ad arredi su misura ed enormi piante da interni, spazi articolati e complessi sono percepiti come un unico ambiente fluido e flessibile nel quale ci si può muovere liberamente.

Ad amplificare la sensazione di spazialità contribuisce la continuità visiva tra i due piani che costituiscono l’edificio, ottenuta eliminando dove possibile le pareti ed i plafoni, sostituiti da scenografiche passerelle in vetro che collegano i soppalchi in legno.

In copertura le travi in cemento sono a vista ed evidenziate dal contrasto tra il grigio materico ed il bianco del soffitto, esaltato dalla cascata di luce creata da un grande lucernario apribile che taglia la superficie del tetto. L’ingresso dell’abitazione apre sulla cucina a vista, pensata in un suggestivo monoblocco laccato bianco incastonato tra pareti nere il cui contrasto anticipa il susseguirsi di sorprese che accompagneranno il visitatore all’interno degli ambienti.

Nel living, presenza scenografica per lo storico camino a focolare centrale Gyrofocus disegnato nel ’68. Nella zona pranzo spicca il tavolo ottenuto da una lastra di cristallo poggiata su un vecchio piano da lavoro di falegnameria. Al piano superiore un soppalco con camera da letto e, collegato dalla passerella in vetro, il bagno padronale.

 

 

Quietness and impetuosity

Experience this house in all its essence, with flexible and fluid spaces whose light and ephemeral partition walls allow the free movement of body and mind.

Interior design by architect Gino Bettati • Text by architect Roberto Poli • Photography and styling by Michele Biancucci and Chiara Virgili

 

Not just an abode but also a mystical place, able to astonish and convey double-edged feelings of serenity and impetuosity; able to amaze guests with outgoing and unusual environments but at the same time welcoming and comfortable. This is the owner’s wish concerning her abode.

A wish that architect Gino Bettati has understood through a metaphorical and physical “deconstruction” of the available parts, carried out thanks to a renovation project that — by means of focused and conscious choices — has been able to remove most of the vertical partitions and most of the foundations by replacing them with light and ephemeral partition walls.

The result is a loft that cannot resist a functional organization of spaces, thus unleashing the user’s imagination. Thanks to tailor-made furniture and huge indoor plants, complex and well-structured spaces are perceived as a single flexible and fluid space where you can move freely.

The visual continuity between the two levels contributes to amplify the feeling of spatiality, achieved by removing — where possible — walls and ceilings, replaced by scenographic glass catwalks which link the wooden mezzanine levels.

Exposed wooden beams for the roof, highlighted by the contrast between highly-tactile grey and white ceiling, enhanced by a waterfall of light created by the large operable skylight which cuts the roof surface.

The entrance of the house opens up on the show kitchen, conceived as a suggestive white lacquered single unit, nestled between black walls whose contrast reveals the succession of surprises that will accompany guests inside different spaces.

The scenographic and historic central fireplace Gyrofocus designed in 1968 stands out in the living space. A table sticks out in the dining area: a sheet of glass resting on an old woodworking counter top combined with modern art lamps. Upstairs: the loft bedroom is linked to the master bathroom by a glass catwalk.

 

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