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IN SCENA IL DESIGN SCANDINAVO

PIASA SCANDINAVO Dentrocasa febbraio 2018

Alla casa d’aste Piasa uno degli appuntamenti più attesi dell’anno

nell’immagine: Kaare Klint (1888-1954) modello 4698, poltroncina e ottomano in mogano e cuoio patinato, ed. Rud Rasmussen, 1933, poltroncina: 79x92x62 cm, ottomano: 36x92x63 cm.

Piasa riparte dopo le feste e lo fa nel segno del design scandinavo. L’annuale appuntamento con gli arredi di matrice nordeuropea è tra i più attesi del calendario parigino e i risultati archiviati negli ultimi due anni possono provarlo.

Finn Juhl (1912-1989) Chieftain poltrona in teak e cuoio, ed. Niels Vodder, 1949 h 95 × l 105 × p 85 cm stima: 80.000 euro circa.
Finn Juhl (1912-1989) Chieftain
poltrona in teak e cuoio, ed. Niels Vodder, 1949 h 95 × l 105 × p 85 cm
stima: 80.000 euro circa.

Nel 2017 infatti l’asta, abbinata alla vendita di una collezione privata belga di arte e design, ha realizzato un fatturato di 2,5 milioni di euro, mentre 2 milioni circa è stata la cifra raggiunta l’anno precedente. Gli esperti del dipartimento ci segnalano tre pezzi forti del catalogo. Si comincia con Finn Juhl, immancabile firma creatrice e promotrice del design danese dagli anni ’40.

Protagonista della vendita di Piasa sarà la sua poltrona Chieftain del 1949 realizzata in teak e cuoio, marcata Niels Vodder. Proprio quello stesso modello di poltrona che, in versione chiara, nel 2013 durante un’asta da Phillips a Londra ha segnato il prezzo più alto mai raggiunto dal designer in una vendita pubblica: partita da una stima di 60-90 mila euro, è stata battuta a 415.695 euro. E appartengono ad altri esemplari della poltrona Chieftain i primi 6 risultati d’asta più alti archiviati da Juhl.

Ci si aspettano grandi cose quindi da questo lotto che Piasa propone ad una stima di 80 mila euro. Si continua poi con Kaare Klint, considerato il padre dell’arredo moderno danese e responsabile della trasformazione del Frederiks Hospital nel Danish Museum of Art & Design.

La sua ricerca progettuale ruota attorno alla funzionalità e alla proporzione delle forme e delle misure tra gli oggetti e il corpo umano. A questi criteri corrispondono tanto i suoi pezzi più celebri, quanto la seduta con poggiapiedi, datata 1933, all’asta da Piasa.

Ultimo top lot segnalato dagli esperti, una scultura in grès, datata 1967, numerata e firmata Axel Johannes Salto. Come tutte le opere di Salto, che si distingue nel panorama della ceramica danese per il suo rifiuto del funzionalismo a favore di un’idea di libertà delle forme scultoree, il pezzo all’asta da Piasa, intitolato “Le noyau de la force” (Il nucleo della forza) trae ispirazione dalla natura incarnando l’essenza del cosiddetto stile “germinativo” che la critica gli ha attribuito.

In questa scultura, un multiplo numerato marchiato Royal Copenhagen e appartenente alle sue ultime serie di ceramiche, tre forme coniche si rivestono di estrema forza e potenza. Per aggiudicarselo, la spesa stimata si aggira intorno ai 50 mila euro.

 

Greta Beretta

di Greta Beretta
greta.beretta@virgilio.it

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