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STEFANO PASOTTI, RACCONTARE IL DESIGN NELL’ERA DIGITALE

STEFANO-PASOTTI

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, intervista il designer e youtuber

 

Chi è Stefano Pasotti?

Sono un progettista ma in realtà vengo dall’officina.

Ho lavorato 10 anni in fabbrica e contemporaneamente mi sono laureato in Design del prodotto Industriale.

Da lì la mia strada è passata dall’insegnare in università a progettare prodotti di qualsiasi tipo.

Sono un docente di “Tecnologia dei materiali”, ma pochi anni fa ho avuto un incidente con il tendine d’Achille e non riuscendo ad essere presente ho iniziato a creare dei video: così è nato il mio canale Youtube.

Di cosa trattano i tuoi video?

Il canale è partito raccontando il design a 360°.

All’inizio parlavo di Tecnologia dei materiali, poi ho introdotto una parte che riguarda la storia del design e le interviste, quindi, quando possibile, cerco di confrontarmi direttamente con il progettista o con la fondazione che lo rappresenta, vedi l’intervista alla figlia di Achille Castiglioni.

A chi si rivolge il tuo canale Youtube?

Cerco di raccontare il mondo del Design in modo semplice, veloce e chiaro.

È un canale veramente per tutti, persone del settore e no.

Che differenza c’è fra leggere un libro e vedere un video?

Il libro dà libertà di immaginare. Io stesso sono pieno di libri perché per portare contenuti devo leggere tantissimo.

Il video invece permette un ragionamento sul prodotto, per esempio mostrando una seduta nei minimi dettagli.

Tratto anche argomenti più complicati: uno dei video più seguiti è quello sul Bauhaus, ad esempio.

L’ultimo progetto sul quale hai lavorato?

La maniglia “Colonnato” per l’azienda Becchetti Bal, ispirata all’arte classica e realizzata in pressofusione.

Che influenza hanno i social media nel design odierno?

Sugli studenti di Design, mostruosa! Sono un’arma a doppio taglio perché danno accesso ad un’infinità di informazioni, ma allo stesso tempo vedo spesso progetti presi di pari passo.

I social media rimangono un’ottima risorsa, ma hanno anche la capacità di ridurre la nostra immaginazione.

Il designer o l’azienda che sogni di intervistare?

Ti stupirò: c’è un designer americano di nome Yves Béhar che ha progettato delle sedute per Herman Miller, ha lavorato per Apple ed è stato anche il primo al mondo a fare una moto elettrica.

Mi piacerebbe davvero molto intervistarlo. Sul fronte aziende, gradirei un confronto con Cassina o Baxter, per sentire dalla loro voce tante storie diverse.

Che cos’altro vorresti raccontare in futuro?

Come viene realizzato un prodotto dall’inizio alla fine, per far comprendere cosa c’è realmente dietro.

Per esempio, parlando con Alessi, ho scoperto che la caffettiera 9090 richiede ben 70 passaggi di lavorazione.

Dove ti vedi fra 10 anni?

La prima cosa alla quale penso in realtà è mia figlia!

Sul fronte lavoro vorrei collaborare con le aziende sempre con questo spirito e, da buon lumezzanese, continuare a utilizzare il tornio.

Un consiglio ai giovani designer?

Non mollate e continuate a seguire i vostri sogni. Sia io che te abbiamo delle rughe, per via delle tante porte in faccia prese nel tempo.

Quindi ai giovani dico di accumulare esperienza, partecipare a concorsi e proporre progetti alle aziende.

E uno alle aziende italiane?

Ascoltare soprattutto i giovani perché spesso hanno una visione più lunga di quanto ci si aspetti.

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stefanopasotti.com

 

 

 

 

 

 

tomasini

di Giovanni Tomasini

Studio7B – interior design, industrial design, web e consulenza in marketing & commerciale.
FabLab BRESCIA, via Pavoni, 7/B Brescia

studio7b.it

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