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“STORIE”: IN MOSTRA IL DESIGN MADE IN ITALY

STORIE

Nell’undicesima edizione del Triennale Design Museum un excursus nei pezzi-simbolo dei maestri italiani riletti con l’occhio della contemporaneità.

Il racconto del design made in Italy snocciolato in 180 pezzi iconici che ne definiscono la grandezza, la bellezza e anche la complessità. C’è tempo fino al 20 gennaio per visitare la mostra “Storie.

Il design italiano” allestita al Triennale Design Museum di Milano, edizione XIa, sulla base di due filoni: da una parte la ricostruzione cronologica delle “tappe” più significative e dall’altra cinque approfondimenti tematici in rapporto ad altrettante discipline, e cioè Politica, Economia, Geografia, Tecnologia e Comunicazione.

Il materiale oggetto della mostra, ideata da Silvana Annicchiarico, proviene per la stragrande maggioranza dalla Collezione Permanente del Triennale Design Museum ed è databile tutto tra il 1902 e il 1998. E che il 1998 costituisca l’ideale deadline non è certo un caso: in parte perché, pendendo le distanze dagli ultimi vent’anni, gli esperti possano fornirne una ricostruzione più “veritiera” e obiettiva, in parte per sottolineare il considerevole cambiamento di parametri proprio dei tempi più recenti.

La storia del design made in Italy si profila al visitatore come una bacheca multiforme che ne testimonia la notevole eterogeneità e il continuo, necessario ma anche proficuo, raffrontarsi col sistema socio-economico. Design è progettazione di un oggetto nella sua funzionalità, con attenzione quindi al consumo e alla quotidinaità, ma anche nei suoi connotati prettamente estetici. Aspetto per il quale l’Italia è divenuta maestra a livello internazionale offrendo anche mirabili soluzioni a metà strada tra l’interior design, l’arte e la moda.

L’esposizione della Triennale, improntata sulla metafora di una città dalle tante stratificazioni, tende dunque a gettar luce sulla portata delle innovazioni tecnico-formali firmate dai maestri di casa nostra inanellando pezzi fra i più rappresentativi dell’epoca. Ma lo fa partendo proprio dall’oggi, affiancando al concept del processo produttivo le coordinate legate alle nuove modalità di distribuzione, in stretto contatto naturalmente con l’innovazione tecnologica.

Apposite aree della mostra sono infatti ispirate alla contemporaneità con richiami a veri e propri scenari di vendita completamente automatizzata. Il design quindi che si inserisce nei grandi cambiamenti e trova linfa anche in risorse attuali come il crowfunding, l’open source e la crescente customizzazione dei prodotti.

Come in autentici showroom dal tratto urbano, con elementi in cemento e scritte al neon, il visitatore riconosce pezzi simbolo, classici senza tempo, molti ormai musealizzati, legati alla narrazione del design. Il mito dell’Italia nel mondo si esprime ad esempio attraverso l’immancabile Arco firmato Castiglioni per Flos, la poltrona Proust di Alessandro Mendini, la macchina da scrivere Valentine di Ettore Sottsass per Olivetti, passando per i mezzi di trasporto come la mitica 500, la popolarissima Graziella e l’immortale Vespa, per finire con la moda (citiamo le Superga o i jeans Fiorucci) e il food (come non annoverare i Baci Perugina)…

Emozioni in bilico nel tempo, fra idee, materiali e contesti.

 

fino al 20 gennaio 2019
info triennale.org

di Stefania Vitale

 

 

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