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THE NEW CLASSIC

the new classic

In un attico veronese il design contemporaneo si contamina con le preesistenze storiche di una antica residenza nobiliare in un mix raffinato e originale.

interior design arch. susanna toppan – ph celeste cima – testo marta paganotto

 

UN piano attico, all’interno di un edificio storico di fine ’700 nel cuore di Verona, ospita una splendida dimora su due livelli, nella quale il restauro filologico e conservativo ne mantiene intatti i precedenti pavimenti in cotto e il raffinato camino neoclassico. Lo stile dell’arredamento della casa è stato affidato alla creatività dell’architetto Susanna Toppan che suggerisce di reinventare completamente il look senza intervenire sull’aspetto strutturale o funzionale degli ambienti. La storia di questa casa racconta quindi la creazione ex novo di una identità. Pensata in ogni dettaglio, dall’arredo ai complementi, con uno stile unico, molto colto e decisamente elegante, esprime il carattere sofisticato e di ricerca dell’architetto che accosta il design contemporaneo con mobili intarsiati, velluti animaliere, citazioni etniche e riferimenti decò, mentre la palette di colori si ispira a timbri di toni caldi, con accenti turchesi e fuksia. “Mi piace quando le cose si mescolano sapientemente in un equilibrio avvolgente – racconta l’interior designer –; abbiamo lasciato che questo appartamento riprendesse vita e calore piano piano da sé con interventi accorti e minuziosi, curando personalmente la selezione di oggetti che ho recuperato dai miei viaggi tra Londra, Parigi e Bruxelles”. Ora infatti è tutto diverso da come era prima: il salotto diventa un inno al decorativismo e, grazie ai muri rivestiti con moderne boiserie, ai tappeti monocromatici grigio perla e alle travi ridipinte di bianco, si è potuta creare una base neutra per dialogare con i dettagli classicheggianti e la forte connotazione delle preesistenze storiche. La zona pranzo è stata enfatizzata nelle proporzioni da un ampio tavolo circondato da importanti sedie in pelle capitonné, dove i mobili contenitivi diventano propensioni delle pareti. Il bagno padronale, reinterpretato come una spa, è personalizzato da una pittura a righe molto ampie che esprimono una scelta coraggiosa e di carattere, mentre nella camera da letto padronale i toni si smorzano in armonie più soft. La simmetria prima di tutto e quindi l’esigenza di creare ordine attraverso lo studio della posizione di ogni singolo elemento e, attraverso i corpi illuminanti, la luce un altro aspetto importante del progetto diventa protagonista come se fosse un materiale fisico e non una semplice trasparenza. Un insieme decisamente inaspettato, soprattutto in un edificio nobiliare veronese restituito al suo originale splendore con tanta dedizione. Ci si sarebbe potuti aspettare un arredamento in stile. Invece c’è grande disinvoltura.

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