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UN TOPO PER AMICO

topo sepulveda dentrocasa febbraio 2013

L’ultima storia di Sepúlveda fra solidarietà e desiderio di riscatto

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico – Luis Sepúlveda – Guanda

C’è di nuovo un gatto, un altro animale (un topo) e si parla ancora di amicizia e solidarietà. A oltre 15 anni di distanza da “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, Luis Sepúlveda torna a meravigliarci con la semplicità e l’efficacia della sua narrazione grazie al suo ultimo “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico”. Un titolo che ripercorre le orme del precedente successo, oggi testo scolastico in molti istituti di tutto il mondo. Leitmotiv del racconto, l’affetto, ma anche l’affiatamento, due voci che non cantano sempre nello stesso coro. Il giovane Max adora il suo gatto Mix: gioca con lui e lo accudisce condividendone gioie e paure nella sua casa di Monaco. Perché essere amici vuol dire vivere spesso sulla stessa linea d’onda… Col tempo però gli interessi di Max prendono strade diverse, gli impegni aumentano e Mix, che tra l’altro diventa cieco, cade in una solitudine sempre più inconsolabile. Ma voltarsi indietro in attesa di un “ritorno di fiamma” non è sicuramente il modo migliore per ridare linfa alla propria vita. Serve, e a volte semplicemente capita, un incontro nuovo, una svolta, una diversa prospettiva dalla quale captare le cose. Soprattutto se il cuore è ferito e gli occhi non hanno più la forza di guardare da soli. La scoperta di una vita inattesa per se stessi si associa al desiderio (anch’esso inaspettato) di dare il sorriso a qualcun altro. Mix incontra un topo indifeso e in fuga e si prodiga nell’esaudire i suoi due desideri: avere un nome (la scelta cadrà su Mex) e avere qualcosa da mangiare. Mex dona a Mix i suoi occhi, vale a dire il racconto che della vita può fargli grazie ad essi; Mix dona a Mex il coraggio che non ha mai avuto.
Il gatto Mix e il topo Mex, lasciati soli da Max, toccano vette inaspettate: allontanano astutamente un ladro dalla propria casa e provano perfino l’ebbrezza di “volare” sui tetti. Insieme sono un’immagine semplice, ma poetica, che cattura passanti e amici: il gatto cieco dal profilo greco e il topo senza coraggio che prova a trovare un riscatto. Luis Sepúlveda, in prima linea nella lotta per i diritti sociali sin dai tempi della dittatura cilena di Pinochet (dal quale venne anche incarcerato) torna a manifestare i valori dell’amicizia, incentrati sulla cura dell’altro, ma anche sul riconoscimento dei reciproci spazi di libertà. Una “morale” apparentemente scontata, ma forse mai così necessaria come nell’epoca dell’imperante individualismo. Il gatto, figura ricorrente dei romanzi brevi di Sepúlveda, è un vecchio “pallino” dell’autore, che ne sviscera i comportamenti, le reazioni, i movimenti, fino a restituirci una figura giocosa e poetica.

di Stefania Vitale

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