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VIVERE FRIZZANTE

VIVERE-FRIZZANTE

Può piacere vivere vicino ad un viadotto ferroviario di acciaio e un chiosco molto frequentato dove si vendono gli hamburger?

Progetto d’interni Alexandra Erhard e Thomas Karsten, Studio Karhard – Testo Robert Paulo Prall – Ph. Gianni Franchellucci

 

La risposta per Alexandra Erhard e Thomas Karsten dello studio Karhard è certamente affermativa. Commenta Alexandra:

“Qui la vita è in pieno sviluppo – dice ridendo guardando il viavai del traffico – ma i suoni dell’aria fino al quarto piano dove abitiamo diventano un rumore leggero che non ci disturba”.

L’appartamento si trova a Berlino, all’interno di un edificio nel quartiere di Kreuzberg, 130 metri quadrati che rappresentano il simbolo della vita e del lavoro della coppia di architetti.

I due progettisti optano a favore di linee chiare, di dettagli coerenti e di soluzioni facili;

combinano tonalità calde con materiali ruvidi come ferro, pietra e tegole focalizzando la loro attenzione su elementi per loro importanti per la buona riuscita di un progetto:

“I nostri progetti devono funzionare – dice Thomas – indipendentemente che si tratti di un mobile o di installazioni”.

Per sapere se ciò che hanno pensato e scelto possa funzionare veramente, fanno la prova prima nel loro appartamento/ studio.

Le tende fatte di catene, per esempio, sono state prima installate nella loro abitazione e successivamente inserite in un progetto per un cliente.

Lo stesso per le sedie della sala da pranzo, progettate per un appartamento il cui committente desiderava la finitura delle gambe con un colore rugginoso.

“Portiamo avanti soltanto idee e progetti che piacciono anche a noi, tanto è vero che per quanto riguarda le sedie/prototipo, una volta installate, hanno funzionato anche per la nostra casa”.

I due architetti amano molto sperimentare, soprattutto nell’uso del colore.

Per il loro appartamento hanno provato delle tinte terra – beige per il corridoio, per gli uffici e per le camere e un marrone caldo per la zona living.

Il parquet nei vari ambienti è stato trattato e anche sbiancato e una parte, per scelta, è stato lasciato in originale per provare l’effetto nel suo insieme.

Le finiture, come i trattamenti da loro sviluppati, sono studiate per dare agli spazi una leggerezza discreta.

I pochi mobili, scelti con moderazione, mostrano la loro bellezza solo incidentalmente.

I pezzi preferiti sono le due Diamond Chairs e il tavolo di vetro fumato degli anni Settanta ricevuto in eredità.

La zona cucina sta a cuore in modo particolare a Thomas:

già da bambino desiderava diventare architetto, ma in alternativa gli sarebbe piaciuto fare il cuoco.

In questo spazio ha quindi unito le due cose: nei momenti liberi può esercitare la sua passione per la cucina e al tempo stesso provare idee per testare il loro funzionamento.

Ad esempio con gli sgabelli ha provato a vedere come un’atmosfera da bar o da club potesse armonizzarsi proprio all’interno della sua cucina…

 

 

FIZZY LIVING

 

Would you like to live in a flat located at a crossroads with multiple lanes, a steel railway viaduct and a very busy kiosk that sells hamburgers?

Interior design by Alexandra Erhard & Thomas Karsten – studio karhard  – Photography by Gianni Franchellucci – Written by Robert Paulo Prall

 

According to Alexandra Erhard and Thomas Karsten – studio Karhard –, the answer is yes. Alexandra commented:

“Here, life is in full swing – she said laughing and looking at the noisy comings and goings of traffic – but the sounds on the fourth floor become a light noise that doesn’t bother us.”

The flat is located in Berlin, inside a building in the Kreuzberg district.

These 130 square metres are the symbol of the hard work and the life of this couple of architects.

The two designers opted for clear lines, coherent details and easy solutions.

They combined warm tones with rough materials such as iron, stone and tiles, focusing their attention on elements that they considered important for a successful result.

“Our projects must work – said Thomas –, regardless of whether it is a piece of furniture or installations.”

To find out if what they have thought and chosen for a project can really work, they do the first test in their studio-flat.

For example, the chain curtains were first installed in their home and later added to a project for a customer.

The same goes for the dining room chairs, designed for a flat whose customer wanted the legs to be finished in a rusty colour.

“We only pursue ideas and projects that we like as well – said Alexandra –, so much so that the installed prototype chairs also worked for our home.”

The two architects are very fond of experimenting, especially in the use of colours. In their flat, they tried earth colours:

beige for the corridor, offices and bedrooms, and a warm brown for the living area. The solid wood flooring in the various rooms has been treated and also bleached;

a section has been deliberately left with the original texture to test the whole effect. The finishing touches and the treatments they developed are designed to give spaces a discreet lightness.

The few selected pieces of furniture show their beauty; the favourite pieces are the two Diamond Chairs and the inherited smoked glass table from the 1970s.

The kitchen area is particularly dear to Thomas: as a child, he already wanted to become an architect; otherwise, he would have liked to be a cook.

In this space, he has therefore combined his two passions: in his spare time, he can pursue his passion for cooking and at the same time, he can try out ideas to test if they work.

For example, he used some stools to see if a bar-club atmosphere could match their kitchen.

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