IL TAPPETO E IL SUO CORRETTO IMPIEGO

Alcuni semplici accorgimenti per mantenere il prodotto intatto nel tempo

Il periodo estivo e la fine delle scuole comportano generalmente piccole rivoluzioni familiari: riapertura delle seconde case, nuovo assetto stagionale, grandi pulizie. Tenere puliti i propri tappeti rappresenta un valido obbiettivo igienico e consente ai manufatti una longeva conservazione. Un prolungato deposito di polvere potrebbe infatti compromettere il tappeto, alterandone i colori ed indebolendone la struttura. I tappeti annodati a mano, generalmente realizzati in lana e cotone, sono sì duraturi, ma necessitano altresì di attenzione. Se sporchi, presentano scarsa luminosità nelle tinte, velatura grigiastra, vello ruvido ed infeltrito e conseguente rigidità strutturale. È necessario quindi garantire una manutenzione ordinaria evitando operazioni drastiche ed impulsive, generalmente errate. Meglio ad esempio non lasciare il tappeto nella medesima posizione per troppo tempo: una semplice rotazione di 180 gradi, anche annua, garantirà un calpestio maggiormente omogeneo. In caso di macchia, asciugare il liquido, tamponandolo con un semplice panno bianco pulito che assorbirà superficialmente la macchia; successivamente immergerlo in acqua fredda e strofinare cautamente, verificando la tenuta dei colori. Se il tappeto presenta segni di schiacciamento in corrispondenza di piedini di mobili o divani, strofinare la zona interessata con un panno imbevuto di acqua edda e stirare nel senso del vello. È indispensabile inoltre dotarsi di un aspirapolvere non troppo potente e privo di spazzole, per mantenere costantemente aspirato il tappeto, sollevando l’apparecchio dopo ogni movimento e procedendo nel senso del vello. Se passando la mano lungo il tappeto, il vello è morbido, si sta procedendo nella sua direzione. Se invece il vello è ruvido e si solleva, ci stiamo muovendo in senso contrario. Cosa non fare: appendere i tappeti e batterli perché si danneggia la struttura spezzandone le fibre; oppure strofinare il tappeto con un panno imbevuto di acqua ed ammoniaca perché tende a sbiadire ed indebolire le fibre in lana del vello; o infine insistere con l’aspirapolvere in prossimità delle frange perché si rischia di sfilacciarle. Il lavaggio è un’operazione complessa che richiede capacità e strumentazioni: è consigliabile ogni 4-5 anni in modo da rimuovere polvere e sporcizia, riportando il tappeto all’originaria brillantezza. L’invito è quello di valutare con attenzione la fattibilità e rivolgersi nel caso a centri specializzati.

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arch. Jim Lo Coco

Consulente Tecnico del Tribunale di Brescia nel settore tessile è docente di storia e tecnica del tappeto orientale presso la SCUOLA REGIONALE PER IL RESTAURO Enaip. È titolare della storica azienda di famiglia.

 

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