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IL TAPPETO NELLA PITTURA – PRIMA PARTE

08/11/2016

Nell’immagine: “La Madonna del canonico Van der Paele” Jan Van Eyck, olio su tavola, 122,1×157,8 cm

L’arte europea lo rappresentò in numerose ambientazioni legandolo anche a contesti non convenzionali.

Preziosa pittura, vero e proprio status symbol, oppure gradito dono di rappresentanza. Il tappeto è da sempre in grado di delimitare uno spazio, tanto sotto il profilo fisico quanto concettuale. Come una sorta di “recinto” intimo che separa la fase di meditazione dal quotidiano.

Dal secolo XV° il tappeto divenne rapidamente l’autentico protagonista di dimore e palazzi europei, da sfoggiare in pittura, in ritratti e dipinti. Ne rimasero altresì folgorati i più rappresentativi artisti dell’epoca, che svilupparono in seguito un’autentica passione per determinate manifatture.

Il formale gusto europeo mutò inevitabilmente, assorbendo lontane influenze stilistiche più colorate e bizzarre. Tappeti di indiscutibile fascino e di naturale forza espressiva, autentiche icone di un mondo “lontano”, incontrarono i favori di nobiltà e mondo ecclesiastico, inconsapevoli testimoni di una “contaminazione” stilistica assai complessa.

La pittura europea diede libero sfogo alla propria creatività rappresentando tappeti in numerose ambientazioni e legandoli a contesti non propriamente convenzionali: li ritroviamo appesi a balconate e balaustre, adagiati su tavoli e posizionati ai piedi di imponenti altari.

Se inventari dell’epoca e lasciti testamentari documentano ad oggi un “successo commerciale” senza uguali, la pittura testimonia la presenza di tappeti orientali nel cosiddetto centro del potere, politico e religioso.

Lasciamoci appassionare dalla straordinaria pittura che, dal 1400, furono autentici diari di un’epoca irripetibile quanto controversa. Un’epoca caratterizzata da ostentata ricchezza e potere economico quanto da fanciullesca curiosità per un mondo lontano.

Numerosi signori del tempo pretesero che fosse presente almeno un tappeto orientale nei loro ritratti, come simbolo di potere, passione e conoscenza. Nelle ricercate opere a tema sacro venivano rappresentati con dovizia di particolari tappeti di matrice turca a significare l’appeal che esercitavano sui medesimi artisti, maestri della pittura che, come Hans Holbein il giovane, Lorenzo Lotto e Carlo Crivelli, introdussero nelle proprie opere il tappeto orientale con grande abilità.

Come non citare “La Sacra conversazione degli Ingesuati” di Domenico Ghirlandaio, autentica perla della pittura.

Arch. Jim Lo Coco

Arch. Jim Lo Coco

Consulente Tecnico del Tribunale di Brescia e docente di storia del tappeto orientale.

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