SEGNALI POSITIVI PROVENGONO DAL MONDO DELLE ASTE DI DESIGN
SEGNALI POSITIVI PROVENGONO DAL MONDO DELLE ASTE DI DESIGN

SEGNALI POSITIVI PROVENGONO DAL MONDO DELLE ASTE DI DESIGN

Grande successo per le intramontabili firme italiane.

Parlano chiaro i risultati archiviati in questo primo semestre dalle due major Christie’s e Sotheby’s, in crescita rispetto al 2014, ma il trend trova riscontro anche nelle case d’asta minori, italiane e straniere. A cominciare dalla genovese Boetto che con la sua asta di aprile ha incassato oltre 900.000 euro, il totale più alto degli ultimi tempi. Cambi si conferma leader del panorama italiano, ma la stagione è stata positiva anche per le altre maison del Belpaese che hanno registrato prezzi di aggiudicazione ben superiori alle stime pre-asta, attirando l’attenzione di collezionisti e appassionati nazionali e internazionali. Di grande tendenza il design italiano a cui sono state dedicate più vendite specifiche come “Design Italien” organizzata dalla parigina Piasa, “Stile italiano” esitata al Palazzo del Melograno a Genova, sede di Wannenes e “Design è… rivelazione” svoltasi a Torino da Casa d’Aste Della Rocca, a cui si aggiunge la vasta selezione di creazioni italiane andata all’incanto da Tajan a Parigi. Queste vendite hanno sì sancito il successo di firme intramontabili, ma hanno dato spazio e risalto anche alla produzione italiana industriale, un anonimato di altissima qualità progettuale ed esecutiva. La conferma arriva anche da Christie’s, dove una lampada a sospensione di Fontana Arte ha toccato i 49.000 euro, e dai più modesti risultati archiviati da Poltrona Frau da Il Ponte a Milano. Tra i designer italiani più ambiti dai buyer Gio Ponti, immancabile nella maggior parte dei cataloghi d’asta. Nella vendita da Boetto il top price è stata una sua console del 1955 assegnata a 23.600 euro, mentre da Blindarte il suo “Cabinet” è stato venduto per 30.000 euro. Ancora, da Pandolfini una maiolica ha chiuso a 12.500 euro e Gio Ponti si è classificato tra i migliori risultati anche da Phillips a Londra con un tavolo del 1959 battuto a 270.400 euro triplicando le stime. Ottimi risultati anche per Mollino, Colombo, Sarfatti, Borsani e Sottsass. Mentre tra i nomi internazionali spicca Jean Prouvé, a cui Artcurial lo scorso maggio ha dedicato un’asta speciale offrendo 32 iconiche creazioni del designer francese datate tra il 1934 e il 1956. E se da Phillips Marc Newson è diventato il designer contemporaneo più caro al mondo con il suo “Lockheed Lounge” venduto per 3.384.000 euro, da Bonhams l’arredo si è messo in dialogo con l’arte nell’asta “Contemporary Art and Design”, dove il top price per la sezione design è andato a “Table d’Or” di Yves Klein. E dopo la vivacità di questa prima metà dell’anno non resta che attendere le più ricche aste autunnali, che di certo non deluderanno le aspettative.

nell’immagine: Gio Ponti (1891 – 1979) – Cabinet per l’Hotel Royal – Cabinet o Comò a tre cassetti – cm 100×81,5×47 – 1954 – Stima: € 20.000-30.000 – Venduto da Blindarte per € 31.365

Greta Beretta

di Greta Beretta
greta.beretta@virgilio.it

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