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ALLA RICERCA DELLA TEXTURE (IM)PERFETTA

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta il lavoro di ricerca sulle texture del designer Francesco Forcellini.

Francesco Forcellini, classe 1988, è un designer professionista cresciuto fra Milano e Firenze. Le due capitali della cultura Italiana sono state senz’altro un terreno fertile per l’allora adolescente Forcellini che a 15 anni decide che nella vita avrebbe fatto il designer. Non è quindi certo la laurea al Politecnico di Milano a frenare la sua sete di conoscenza, che lo porta poco dopo a Londra, dove lavora come product designer per realtà di calibro internazionale.

Nel 2015 Francesco abbandona il lavoro full time nella capitale inglese, per frequentare un master rivolto al design autoriale “Contextual Design” alla Design Academy di Eindhoven; proprio in Olanda affitta uno spazio aprendo il suo primo studio di design. Nel 2017 lo ritroviamo nuovamente a Milano, dove apre i battenti lo studio che ancora oggi porta il suo nome.

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Dalle piastrelle di Gio Ponti alle “Strutture” di Enzo Mari, passando per il “Modulor” di Le Corbusier, fino alle più recenti texture caleidoscopiche di Karim Rashid: la storia del Design “con la D maiuscola” è costellata di mirabili esempi che hanno visto i grandi maestri, mettersi alla prova nello studio dei materiali, delle texture e delle tecnologie al fine di estrapolarne innovativi e originali texture geometriche.

Analizzare l’essenza degli oggetti, studiarne il processo costruttivo, cercare l’innovazione attraverso nuove espressioni, dettate da una riduzione formale e da una valorizzazione delle superfici…

Come spesso accade, le grandi intuizioni scaturiscono da un approccio “bottom-up” così come nel caso del progetto sulle texture “Rilievo” di Forcellini, armato della più umile stampante 3D e convenzionali resine da colata.

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La macchina in questione è una comunissima 3D Printer a fusione di filamento detta FDM, che non manca di ostentare grossolane stratificazioni dei layers di stampa e marcate geometrie disegnate dall’estrusione plastica.

Gli stampi realizzati con il dispositivo digitale vengono quindi utilizzati con le resine, che reagiscono in modo sempre diverso in base alle geometrie e al livello di dettaglio delle stampe tridimensionali.

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Superfici irregolari, texture stilizzate e una finitura “impura” sebbene di natura digitale: difetti per qualcuno, ma non per Francesco, che addirittura forza la stampante 3D a creare queste imperfezioni, per infondere carattere al tratto e aggiungere un elemento di unicità.

Ne risulta un vasto e colorato campionario di superfici in cui l’armonia dell’estetica digitale sposa il fascino di una finitura artigianale.

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Rilievo” non è rimasto a lungo chiuso in un cassetto, tant’è che ha trovato applicazione pratica nel recente progetto “Trace” che il designer ha firmato per Cappellini: una serie di vasi in ceramica che esibiscono sulla superficie esterna l’inconfondibile texture “scalettata” che contraddistingue le stampe tridimensionali FDM in bassa risoluzione.

francescoforcellini.com

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Giovanni Tomasini - Studio 7B

Giovanni Tomasini - Studio 7B

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