nell'immagine: “Mostro molle in un paesaggio angelico” Salvador Dalì dentrocasa febbraio 2013
nell'immagine: “Mostro molle in un paesaggio angelico” Salvador Dalì dentrocasa febbraio 2013

FOLLIE D’ARTE

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Al MAR di Ravenna opere “borderline”

nell’immagine: “Mostro molle in un paesaggio angelico” Salvador Dalì

L’arte “dei folli” e quella cosiddetta ufficiale. Non sempre i confini sono così netti e, a dire la verità, nemmeno tanto opportuni. Esiste quindi un’arte borderline, che vuole superare le logiche convenzionali e al contempo valorizzarne di nuove. L’arte è associata alla “follia” quasi per antonomasia. Strettamente legata alla parte impulsiva ed emozionale dell’uomo, spesso non si cura dei processi della mente e finisce anzi per scavalcarli del tutto. Il Museo d’Arte della Città di Ravenna presenta una mostra dai connotati inediti intitolata “Borderline. Artisti tra normalità e follia”. Le opere nate nei luoghi di cura sono state viste sotto una nuova luce nel panorama europeo del XX secolo. Nel 1912 Paul Klee aveva indicato le fonti dell’attività creativa in tre precise realtà: le culture primitive, i disegni infantili e quelli dei malati di mente. Successivamente, nel 1945, è Jean Dubuffet a coniare la nozione di Art Brut che darà il via ad una nuova linea d’azione in questo campo.
La mostra di Ravenna è organizzata in diverse sezioni tematiche che seguono ad un’ampia introduzione introspettiva con opere di Hieronymus Bosch, Pieter Bruegel, Francisco Goya, e Théodore Géricault. Nella sezione “Disagio della realtà” sono presenti lavori di Pierre Alechinsky, Karel Appel, Jean Dubuffet, Gaston Chaissac, Madge Gill, Vojislav Jakic, Asger Jorn, Tancredi Parmeggiani, Federico Saracini, Gaston Teuscher, Willy Varlin, August Walla, Wols, Adolf Wölfli e Carlo Zinelli. Si passa poi all’area tematica dedicata al “Disagio del corpo” dove si assiste a interpretazioni ludiche, poetiche e violente del vivere umano. Coinvolgente la sezione “Ritratti dell’anima” nella quale compaiono, tra le altre, opere di Michel Basquiat, Antonio Ligabue e Tony Oursler. Segue la parte riservata alla scultura dal tema “La terza dimensione del mondo” e infine una sezione improntata sull’onirico intitolata “Il sogno rivela la natura delle cose”.

Fino al 16 giugno 2013;
per informazioni tel 0544 482017

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di Stefania Vitale

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