I giocatori, Ardengo Soffici.

SUCCEDEVA IN ITALIA AI PRIMI DEL ‘900

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Al Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio un’indagine sulla Secessione Romana. Confronti d’autore in un ampio panorama culturale

nell’immagine: I giocatori, Ardengo Soffici.

Dalla Belle Époque alla Grande Guerra per poi attraversare il periodo storico immediatamente successivo. Il panorama culturale è molto vasto, come ambiziose sono le intenzioni dei curatori della mostra “Prima e dopo la Secessione romana. Pittura in Italia 1900-1935”. Allestita al Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio, l’esposizione abbraccia una prestigiosa raccolta di opere d’arte italiana, l’ideale per fornire un quadro il più possibile completo della congerie di movimenti che hanno attraversato in quel periodo la nostra penisola.
Poche e selezionate collezioni private hanno dato il proprio contributo all’esposizione fornendo esempi di grande qualità. Gli esiti ai quali è approdata l’arte italiana sono il frutto delle correnti che hanno interessato in quegli anni gran parte dell’Europa facendo del nostro Paese solo uno dei tanti scenari possibili. Un quadro vasto, composito, ricco di protagonisti spesso in stretto contatto l’uno con l’altro. La mostra viareggina si compone di tre sezioni: “Sotto l’impulso del nuovo secolo”, “Il clima delle Secessioni Romane” e “Ritorno all’ordine. Novecento Italiano e oltre”, affidate rispettivamente alla cura di Ada Masoero, Susanna Ragionieri e Nicoletta Colombo. Ad aprire la rassegna, “L’annegato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo, testimonianza preziosa di un percorso di ricerca tecnica che lo avrebbe portato agli esiti altissimi de Il quarto Stato e, proprio come quest’ultimo, esempio del “Socialismo umanitario” che caratterizzò l’arte italiana. La Secessione Romana rappresentò uno snodo cruciale nella cultura artistica di casa nostra perché per la prima volta in maniera più netta rispetto alla Biennale di Venezia, viene realizzato un confronto diretto con i linguaggi dell’arte provenienti dal resto dell’Europa, dalle ingerenze francesi a quelle mitteleuropee. L’approdo sarà la conquista di una propria identità fra le correnti divisionista, cézanniana, espressionista e primitivista.

Fino al 3 novembre 2013;
centromatteucciartemoderna.it

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di Stefania Vitale

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