sereti e no dentrocasa marzo 2014
sereti e no dentrocasa marzo 2014

CUSTODIRE UN SEGRETO

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Coprire e omettere o rivelare e confessare. Il difficile compito della gestione della verità secondo Claudio Magris. Dalla sfera pubblica a quella privata.

Segreti e no – Claudio Magris – Bompiani

Il termine “segreto” può assumere diverse accezioni, a più livelli. C’è il segreto di Stato, quello che condiziona e spesso addirittura genera le decisioni politiche più delicate, e c’è il segreto personale, circoscritto alla sfera privata di ognuno di noi. Ma non si tratta soltanto di distinguere ciò che è d’interesse pubblico da ciò che non lo è. Si tratta piuttosto di discernere i reali effetti della conoscenza, e quindi della gestione, del segreto. Custodirlo o svelarlo non è quasi mai una decisione semplice, anzi il più delle volte si tratta di una vera e propria scelta obbligata, specie quando ci si muove su un terreno d’azione nel quale non è sufficiente lasciarsi guidare dalla propria coscienza. Lo scrittore triestino Claudio Magris ci offre un’attenta disamina sul tema nel breve saggio “Segreti e no” nel quale spazia nei vari scenari legati alla sfera dell’inaccessibile, del recondito. L’autore associa il segreto al potere, come in un processo automatico, inevitabile, nel quale la causa va a confondersi con l’effetto. La lotta contro il male si mescola col male stesso. L’esercizio del potere implica la tutela del segreto e, parallelamente, il controllo del segreto favorisce la detenzione del potere. I due elementi sono così strettamente legati l’uno all’altro che la rivelazione della verità avviene il più delle volte quando ciò che si è tanto faticosamente occultato non può più avere ormai alcuna rilevanza. Il segreto non è più tale quando non interessa più che lo sia, quindi quando diviene inoffensivo. Si perde dunque quell’elemento di superiorità che il segreto inevitabilmente assegna e anche le macchinazioni per rendere irreperibile la verità non hanno automaticamente più senso.
Altra cosa è il segreto privato, la verità interiore che ognuno di noi ha il diritto di tutelare, quella sempre più minacciata oggi da Internet e dai social network: proteggere la sfera personale e l’intimità del proprio pensiero e delle proprie azioni da ambiguità, rischi e pericoli risulta compito sempre più arduo. Anche perché, al di là di tutto, rivelare un segreto è anche operazione che va sempre a deformare il segreto stesso. Il contesto infatti fa la differenza nella comprensione di una verità e estrapolare le informazioni senza badare al loro ambito d’azione può risultare fuorviante.

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di Stefania Vitale

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