sposa giovane maggio2015
sposa giovane maggio2015

L’ATTESA DELLA SPOSA

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Nell’ultimo romanzo di Alessandro Baricco, una vicenda sospesa negli spazi e nelle abitudini di una famiglia. Storie “esatte”, scandite dalla promessa di un ritorno.

La sposa giovane – Alessandro Baricco – Feltrinelli

Una storia cadenzata da ritmi lenti, regolari. Una famiglia che chiude nella propria dimora un microcosmo perfetto, certo e autosufficiente. Eppure, su quella scena apparentemente statica, si muovono attori dalle sembianze molto particolari e dai destini solo in parte condivisi. È un sentiero di “rituali” impeccabili e immutabili apparenze quello descritto da Alessandro Baricco nel suo ultimo romanzo dal titolo “La Sposa giovane”. Uno scenario ben confezionato che prepara il disincantato approdo di una ragazza diciottenne promessa al Figlio della Famiglia. La sua vicenda, che nello scorrere delle pagine assume via via colori differenti, serve da filtro per entrare nelle dinamiche pazienti e calibrate della famiglia fino a recepirne (all’inizio solo passivamente) abitudini ed eccessi. Come la paura della notte, ineludibile teatro di morte di tutti gli ascendenti, ma anche il divieto di mostrarsi infelici (considerato una deprecabile perdita di tempo), o quello ancor più insolito di leggere libri (perché nella vita c’è già tutto quel che si deve sapere). La Sposa giovane apprende il “cerimoniale”, si mostra curiosa alle cose, ma riesce al contempo a mantenere quelle discrezione utile ad alimentare l’affetto e l’ammirazione del prossimo. La sua forza sta nella fermezza dell’attesa e nell’indomabile desiderio di realizzare il proprio progetto. Crede cioè nella certezza del ritorno del promesso sposo, malgrado le voci avverse e malgrado l’inconsapevolezza dei fatti. E mentre i suoi giorni paiono incagliarsi in una ingenua incoscienza, davanti a lei si schiudono mondi prima inimmaginabili fatti di confidenze inattese, umane debolezze e assurde pretese. La granitica costanza della Sposa giovane è antidoto all’inganno, alla disillusione e allo sconforto. I suoi passi si muovono lenti ma decisi, fuori e dentro l’ordinario della Famiglia. Le sue tracce si fanno ben visibili nei contorni indefiniti dei giorni, fino a toccare una coscienza diversa, rinnovata, ma mai distante dall’obiettivo. Si confronta con la poesia del ricordo, le arti della seduzione, la leggerezza della speranza. Si piega al volgere  dei fatti, alle esigenze dell’attimo. Si fa mera esecutrice e splendida interprete. Fino ad accogliere un epilogo sorprendente e originale.

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di Stefania Vitale

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