warhol “Skull”
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WARHOL E LE ICONE DEL SUO TEMPO

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Andy Warhol: a Palazzo Blu di Pisa una rassegna sul signore della Pop Art, icona indiscussa di un nuovo modo di interpretare i miti del passato e della quotidianità.

nell’immagine: “Skull” – Andy Warhol

Andy Warhol rimane artista di richiamo. E, malgrado le tante mostre a lui dedicate spesso in tutta Italia, i visitatori accorrono comunque numerosi. Grandi attese sono riposte dunque su Palazzo Blu di Pisa dove è in corso l’esposizione dal tema “Andy Warhol. Una storia americana”. Oltre centocinquanta le opere presenti, provenienti in parte dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh e in parte da collezioni americane e europee. L’intento è ricostruire l’iter creativo che ha portato Warhol a divenire uno degli artisti più amati del Novecento. Icona indiscussa di un nuovo modo di fare arte e di un sostanziale spostamento del baricentro dall’Europa agli Stati Uniti, Warhol mischia il linguaggio dell’arte con quello della pubblicità fino a farne un unico canale espressivo. Una rivoluzione che ha accompagnato le tappe della stessa storia, non solo americana: dal divismo dei personaggi del presente, alla rielaborazione dei miti del passato fino alla immagini dei beni di consumo più comune che, nell’elaborazione di Warhol, assurgono a nuove icone di stile. Costantemente in bilico fra l’ossessiva caccia alla notorietà e la ricerca di se stesso, Warhol insegue le tracce della sua esperienza attraverso numerosi autoritratti. Proprio da essi parte la mostra pisana che si sviluppa poi attraverso le serigrafie su carta degli anni Settanta e le celebri tele degli anni Ottanta. Produrre arte in maniera seriale, riproponendo la stessa immagine con colori differenti, è secondo Andy Warhol un modo per svuotare l’oggetto della sua importanza e a volte del suo significato. Di contro la merce che popola gli scaffali del supermercato acquisisce pieno diritto di entrare nelle gallerie se non addirittura nei musei (come è accaduto a molte opere dell’artista statunitense) perché l’arte è un bene di consumo esattamente come tanti altri. E, come amava dire Warhol, “la Pop Art è amare le cose”.

Fino al 2 febbraio 2014; per
informazioni mostrawarhol.it

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di Stefania Vitale

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