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ISOLAMENTO TERMICO INTERNO IN ZONA DI VINCOLO AMBIENTALE

Le ripercussioni in ambito progettuale: Valutazioni tecniche e scelte di natura estetica.

La necessità di applicare l’isolamento sul lato interno delle pareti, in un edificio situato in zona di vincolo ambientale, sulle Prealpi lombarde della provincia di Brescia, mi ha impegnato nella proposta di due soluzioni alternative, sia in termini di scelta dei materiali, sia dal punto di vista della migrazione del vapore nella parete.

Il contesto in questione è quello di un versante montano sul quale, in corrispondenza di una balza, si apre una radura nel bosco dove si trova un edificio rustico il cui nucleo principale risale al XIX° secolo; la restante parte della struttura è stata costruita a più riprese nel secondo dopoguerra.

Il progetto ha previsto la demolizione della parte più recente con la ricostruzione ordinata ed ampliata del volume. Sul nucleo principale è stata sostituita la copertura ad una falda con una a due falde, che meglio va ad integrarsi con la tipologia costruttiva dell’edificio. I vincoli imposti erano quelli di non applicare strati isolanti sulle pareti esterne della porzione più datata. Oltre alle consuete proposte sottoposte agli organi autorizzativi dal punto di vista dell’inserimento paesaggistico, sono state avanzate ipotesi sulla tipologia di isolamento interno.

La prima proposta è stata quella di utilizzare un isolamento interno in calcio silicato dalle buone qualità di isolamento e dalle ottime qualità traspiranti con una finitura superficiale a base di intonaco. Nel corso dei lavori la committenza ha scelto di far realizzare un rivestimento interno in larice, cosa che ha comportato la riprogettazione dell’isolamento interno per non ridurre lo spazio utile.

La nuova scelta di carattere estetico ha comportato un radicale cambiamento della progettazione dell’involucro e conseguentemente della sua realizzazione: da quella tradizionale ad “umido” (tecnica che usa impasti di cemento e calce da posare in cantiere) si è passati a quella a “secco” (che usa componenti già pronti da assemblare in cantiere).

La parete non poteva essere più traspirante, visto le diverse caratteristiche dell’isolante scelto. Quindi, al fine di evitare la formazione di condensa, è stata installata, negli strati che la rivestono, una barriera al vapore in opportuna posizione. Come si può intuire da quanto sopra descritto, i vincoli posti per ragioni paesaggistiche hanno ripercussioni anche sulle scelte progettuali e tecnico/tecnologiche della parte igrotermica dell’isolamento esterno.

Ritengo utile fornirvi anche aggiornamenti e promemoria riguardanti le scadenze del Superbonus 110%: Case unifamiliari: 30 giugno 2022, Condomini: 31 dicembre 2022, Istituti autonomi case popolari (IACP) o «In house providing»: 30 giugno 2023.

Le date riportate non sono esaustive e devono essere verificate da parte di chi intende avvalersi dei bonus fiscali, incluso il Superbonus 110%.

Andrea Pietro Capuzzi - Ingegnere

Andrea Pietro Capuzzi - Ingegnere

Consulente Casa Clima - info@studiocapuzzi.it - studiocapuzzi.it

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