ALBERTONA

ALBERTONE PRIVATO

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Villa Sordi, a Roma, spalanca le sue porte ai visitatori. Per un percorso inedito tra carriera, hobby e vita quotidiana dell’attore.

*nella fotografia in copertina: Alberto Sordi posato in casa con i suoi cani. 26.11.1955

 

Per tutti era ed è Albertone.

Col suo fare scanzonato, persino irriverente, e quella risata amicale che, in barba al destino, pareva farsi beffa di tutto e di tutti.

Stravagante e rocambolesco quasi al pari del “suo” Marchese del Grillo.

ALBERTONE
Alberto Sordi posato sul terrazzo della sua villa romana durante una intervista. 1974

Alberto Sordi (1920-2003) possedeva una vis comica incredibilmente naturale tanto che pare difficile, a tratti, distinguere l’uomo dal personaggio.

Indimenticabili anche le sue interpretazioni del dottor Tersilli, del Vigile o dell’Americano a Roma, figure che hanno tutte contribuito a farne un’autentica icona del tempo.

Ad omaggiarlo ad un secolo dalla nascita ecco la grande mostra “Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020” curata e organizzata da Alessandro Nicosia, con Vincenzo Mollica e Gloria Satta e prodotta da C.O.R.

La rassegna è ospitata in parte nella Villa romana del grande attore, da lui acquistata nel 1954 e aperta per la prima volta al pubblico, e in parte al Teatro dei Dioscuri.

Obiettivo: tracciare un ritratto il più possibile esauriente di Alberto Sordi, rivissuto fra carriera e privato, alla scoperta di spazi della quotidianità, ma anche abiti, effetti personali, fotografie, documenti, lettere e video.

Sì perché, in fondo, la sua vita somigliava realmente ad un copione cinematografico nella “ritualità” delle abitudini, nel legame degli affetti famigliari (la madre maestra, il padre musicista, le sorelle Aurelia e Savina e il fratello Giuseppe) ma anche nella passione viscerale per Roma (e per la Roma) che ricorre anche in alcune delle sue pellicole.

La mostra rappresenta dunque un’occasione d’oro per gli amanti del cinema, ma anche del costume.

Villa Sordi, progettata negli anni Trenta, e oggi casa-museo, è di per sé un prezioso scrigno storico-architettonico che l’attore ha poi plasmato a sua immagine ricavandone ambienti originali e raffinati concepiti in funzione della propria consolidata routine.

Attraversando le stanze, rimaste pressoché inalterate, il visitatore irrompe in una dimensione inedita del personaggio toccandone le diverse sfaccettature tra cinema, radio, musica e spettacolo.

Sì perché Albertone trasferiva tanto della sua arte nel mondo reale e tra le stanze della villa romana, che negli anni hanno accolto “mostri sacri” del calibro di Vittorio Gassman, Federico Fellini, Monica Vitti, Claudia Cardinale o Eduardo De Filippo, sembra davvero di rivivere il set di certi suoi film.

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Alberto Sordi durante il III Rallye del Cinema abbraccia le sorelle Savina e Aurelia, che bacia sulla guancia. 1965

Ogni ambiente racconta pagine intense del suo vissuto facendo trapelare la passione per le donne (non a caso Sordi veniva etichettato come scapolo d’oro), per gli animali (in particolare i cani e i cavalli) e per l’arte.

Il salone, ampio e in stile classico, ospita opere di De Chirico (amico personale di Sordi), mentre nella palestra sono conservati il toro meccanico, la cyclette, la bicicletta e tanti altri attrezzi sportivi appartenutigli in vita.

E poi lo studio, che raccoglie i tanti premi e riconoscimenti, l’esclusiva barberia, l’ampio guardaroba con gli abiti sartoriali, e la camera da letto.

Chicca nella chicca, il teatro, che lo stesso Sordi si fece costruire per proiezioni private, a volte in compagnia di pochi amici intimi, e dotato di sala tecnica, cabine per gli attori e una galleria di sculture.

All’esterno della villa sono allestite due tensostrutture che ospitano sceneggiature, filmati e contributi audio:

qui si rivivono le origini, non sempre note, della carriera artistica di Alberto Sordi, tra doppiaggi (in primis quello di Oliver Hardy nei film di Stanlio e Ollio), sketch e cronache sportive (ad esempio per il Giro d’Italia).

ALBERTONE-BARBERIA
La barberia di Villa Sordi

Il percorso espositivo prosegue infine nel Teatro dei Dioscuri al Quirinale, che fa da cornice alle sezioni “Storia di un italiano ’79 – ’86” (progetto nel quale Sordi racconta la storia del nostro Paese), “I viaggi nel mondo” (con fotografie scattate anche in Argentina, Brasile e Israele) e “Il mito americano” (altro argomento caro all’attore).

 

Tra disinganno e ironia, scetticismo e leggerezza, Alberto Sordi riviveva nelle sue interpretazioni miseria e incanto dell’Italia del passato, restituendo a quella gente e a quelle strade valore, dignità e poesia. Proprio come per la sua Villa affacciata sulle Terme di Caracalla.

In questa casa sono felice” dichiarava Albertone.

E oggi il suo pubblico ne è ospite ed erede designato e naturale.

fino al 31 gennaio 2021*

fondazionemuseoalbertosordi.org

*Giorni di apertura e modalità di visita della mostra seguono le disposizioni governative in tema di contenimento del Covid-19

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di Stefania Vitale

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