maggio 2016
maggio 2016

DENTROCASA – maggio 2016

Gianpaolo Natali - maggio 2016

Se l’anno scorso mi era sembrato di guardare un film già visto,

quest’anno ho avuto il piacere di assistere a qualche piacevole colpo di scena. Ma, onestamente, mi aspettavo molto di più dagli attori protagonisti. Fuor di metafora, il Salone Internazionale del Mobile edizione 2016 non mi ha propriamente entusiasmato. Sarà perché dalla principale kermesse del settore ti aspetti sempre il massimo, sarà perché ci vai con tanta sete di novità, sarà perché il meglio lo ricerchi soprattutto tra le aziende leader. Sarà… Però posso affermare senza timore che almeno per quest’anno le aziende “no name” battono per molti versi i top player. Sarà perché entra in gioco la voglia di stupire, sarà perché per ragioni di mercato vince il bisogno di farsi notare, sarà invece perché conta la certezza di non aver nulla da perdere. Sarà… Ma noi, da addetti e appassionati, recepiamo quello che vediamo. E soprattutto ci lasciamo emozionare da quello che prima non c’era. Da voce libera non è tra l’altro nel nostro stile né nel nostro interesse adulare i cosiddetti big… E allora ben venga la scelta, più o meno conclamata, di dare largo spazio al ritorno alla natura, al legno in particolare, e ai suoi innumerevoli utilizzi che ne premiamo solidità, durevolezza, ma anche resa estetica. Una scelta che tra l’altro si pone sulla lunghezza d’onda della sostenibilità ambientale e che lascia ampi spiragli di creatività nel cambio di funzione di vecchi oggetti d’arredo. E ben venga anche il largo, larghissimo uso della carta da parati, alternativa creativa e colorata, molto di tendenza. Al Salone ha letteralmente spopolato, come rivestimento per pareti ma anche per pavimenti. Ne abbiamo viste di tutti i tipi: liscia, a rilievo e con le decorazioni più impensate anche col coinvolgimento di stilisti di fama. Le grandi aziende non sono state a guardare, ma l’impressione è che abbiano alzato tanto il tiro prediligendo il lusso e il mercato estero. Innegabile invece l’entusiasmo, la frizzantezza e la voglia di fare di espositori e visitatori che, complice forse l’effetto EXPO, hanno fatto di Milano una meta imperdibile. A questo punto mi viene un’idea e la lancio a titolo di provocazione: e se si svoltasse per un Salone biennale?

Gianpaolo Natali

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