picco dentrocasa maggio 2018
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GABRIELE PICCO, RICHIAMI INTERNAZIONALI

In mostra alla Crociera  di San Luca di Brescia il suo “fachiro gigante”

Nell’immagine: Frank il fachiro

Conobbi Gabriele Picco, artista e scrittore bresciano classe 1974, in occasione di una mostra da me organizzata nel 1997 dal tema “Depositi eccellenti”. Con il suo intervento scosse gli equilibri mettendo al centro della sala principale dei robot giocattolo che sfidavano testa a testa animali impagliati tolti dagli scaffali polverosi: fu una guerra apocalittica.

Ci parli del tuo percorso dopo quell’esperienza? “Ricordo tutto molto bene. Aver conosciuto in quegli anni un gruppo di artisti più vecchi e esperti di me fu fondamentale. Fu come uscire dalla mia stanzetta ed entrare nel mondo che sempre avevo sognato. Da lì frequentai gli ambienti milanesi dove fui selezionato per un workshop con l’americano Jimmie Durham e nello stesso anno per una full immersion di due settimane con il grande Allan Kaprow alla fondazione Ratti di Como. Cominciai anche a scrivere racconti e a girare cortometraggi. Con i soldi del premio Michetti partii per New York nel 2000 e vi rimasi per tre mesi. Nella Grande Mela poi in realtà ci sono sempre tornato e ci ho vissuto per diversi anni. Adesso sono a Brescia nel mio nuovo studio, abbastanza grande per contenere tutto quello che mi passa per la testa”.

Avere le teste sulle spalle
Avere le teste sulle spalle
Lo strizzafantasmi
Lo strizzafantasmi

Hai esposto in tutto il mondo. Quale mostra ti ha gratificato di più? “Devo nominarne almeno due. La prima è del 1988. A 23 anni mi ero detto che se non fossi riuscito a fare una personale entro i 28, avrei dovuto cambiare obbiettivo nella vita: quella mostra fu così per me un segno del destino. Un’altra esposizione importante fu quella del 2003 a New York. Ero arrivato in quella città senza conoscere nessuno, soffrivo tantissimo la solitudine e quella mostra diede un senso a tutto”.

Da dove nascono i titoli delle opere? “Me lo chiedo anch’io… Non lo so. A volte faccio un disegno seguendo l’istinto e dopo averlo terminato lo guardo per qualche istante e il titolo nasce da lì. Quelli più significativi me li appunto per eventuali racconti o romanzi futuri”. Quali i tuoi progetti più recenti? “Da qualche mese lavoro a nuovi dipinti, disegni e alcune sculture e pian piano sono arrivate anche le occasioni per metterli in mostra. Ad esempio, a Brescia, nell’ambito di Meccaniche della Meraviglia, è esposta fino a fine maggio, alla Crociera di San Luca, una mia scultura in marmo e bronzo, un fachiro gigante. Poi ho esposto ad Hong Kong per Art Basel 2018. Il futuro ora è tutto da scrivere…”.

• chi

Gabriele Picco
gabrielepicco.com

 

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di Gianbattista Bonazzoli
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