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CORTOCIRCUITI D’ARTE DI CARLO ALBERTO RASTELLI

Il tempo, la memoria e la storia nelle opere di Carlo Alberto Rastelli

Carlo Alberto Rastelli è nato a Parma nel 1986. Nel 2010, tramite il programma Erasmus, ha frequentato la LMA (Latvijas Makslas akademija) di Riga, Lettonia. Nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2016 ha frequentato la residenza d’artista Glo’ Art a Lanaken, Belgio e nel 2018 ha frequentato la residenza d’artista SIM a Reykiavik, Islanda. Oggi vive e lavora a Milano. Lo andiamo a conoscere attraverso questa intervista.

• Tu sei un figurativo a tutti gli effetti. Riesci a fare pittura contemporanea con tecniche diverse legate al passato: il tempo, la memoria e la storia sono quindi le fonti dalle quali attingi per creare le tue opere…

“Il mio lavoro si dirama in differenti percorsi di ricerca che – per quanto apparentemente eterogenei tra loro – si riconducono al comune intento di reinterpretare, in chiave contemporanea e personale, gli stilemi tecnici e storico-artistici della pittura. Una predilezione, quella per la pittura figurativa, che deriva da una passione adolescenziale per il fumetto: un mondo che, per quanto apparentemente inconciliabile rispetto al mezzo pittorico, condivide con esso uno spiccato potenziale narrativo. Tuttavia, se il fumetto necessita di una pluralità di immagini per narrare un’unica storia, la pittura può concentrare un numero potenzialmente infinito di storie all’interno di un’unica immagine”.

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• A cosa stai lavorando in questo momento?

“La mia ultima serie, intitolata The Body Snatchers (dal celebre film di fantascienza di Don Siegel) nasce dall’esigenza di adottare un supporto che, contrariamente alla tela, non sia neutrale, bensì caratterizzato da una marcata qualità estetica: il legno di abete. Un materiale che ho incontrato in maniera quasi fortuita e nel quale ho intravisto la possibilità di instaurare un cortocircuito tra opposte polarità (naturale/artificiale, arte povera/ pop-art, arte/artigianato) attraverso la compenetrazione delle venature lignee con la superficie pittorica. Questa soluzione prettamente tecnica mi ha spinto gradualmente a ricercare una differente tipologia di soggetti. E la ricerca si è conclusa con il ritrovamento di una vecchia scatola di cartone, contenente vecchie foto di famiglia risalenti agli inizi del XX° secolo”.

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• I tuoi personaggi sono in pose fotografiche ottocentesche e li rendi contemporanei attraverso le scenografie…

“Il leitmotiv è il concetto del tempo. Un tema complesso che tratto in maniera duplice: innanzitutto attraverso la scelta dei soggetti, selezionati per le pose, gli abiti e le scenografie suggestive e successivamente tradotti ad olio e acrilico su tavola. In tale processo di rielaborazione pittorica, le figure vengono parzialmente censurate da sfondamenti prospettici che, ricalcando le sagome dei personaggi, aprono una finestra sull’immagine quanto più archetipica dell’idea stessa di tempo: stelle, galassie e buchi neri. In secondo luogo, la dimensione temporale emerge dalla conformazione stessa del supporto ligneo, le cui venature scandiscono la cronologia biologica della pianta d’origine”.

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Gianbattista Bonazzoli

Gianbattista Bonazzoli

bonazzoli99@gmail.com - cell. 328 3465

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