Bonazzoli-William-Vezzoli-Marzo-2022
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WILLIAM VEZZOLI, VIAGGIATORE E VIAGGIANTE

Esplorare se stesso per ripensare il reale

William Vezzoli nasce a Sarezzo (Brescia) nel 1954 dove tuttora vive e lavora. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo mondo.

• La tua esperienza nasce dalla pittura classica. Dipingere dal vero era un modo per essere contemporanei, visitare luoghi ed esserne coinvolti emotivamente era la regola…

“Per trovare luoghi da dipingere ho viaggiato molto. Per anni, insieme ad altri pittori, ho percorso strade, per ritrarre ciò che mi circondava e mi dava ispirazione, partecipando a concorsi di pittura estemporanea al centro e nord Italia dando ascolto al bisogno di dipingere natura e paesaggio che da sempre avevo in me.

Mi sono accostato a spazi, forme e colori cercando di decifrarne la luce con lo scopo di tradurre sulla tela ciò che vedevo. Ho maturato la tecnica per acquisire un mio linguaggio espressivo.

Tanti sono i tasselli che ho dovuto comporre nella direzione di quella trasformazione per la quale ritrarre un luogo diventa una sostanziale esplorazione dello stesso per trovare quel punto di raccordo tra la tessitura paesaggistica e l’astratto. Un viaggio per un continuo cambiamento che ha accompagnato il profondo mutare della mia pittura”.

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• Accademia e figurazione degli anni Settanta vanno scomparendo e le tematiche si mostrano sempre in evoluzione. Il viaggiatore che è in te lascia spazio al viaggiante che senza spostarsi trasforma il paesaggio prima in “tessiture paesaggistiche” e poi in “paesi dell’anima” dando continuità a una coerente ricerca…

“Esploro me stesso e indago il mio vissuto per riproporlo in forme, materiali, colori e geometrie nuove fino ad approdare nel territorio dell’informale che caratterizza gli ultimi anni di intenso lavoro…

Cemento, polveri, smalti, colori acrilici, alchidici e ad olio, matite, foglia oro, colle viniliche, resine, sabbie, combustioni, rottami metallici, legni ed oggetti scartati dal quotidiano sono materia di una ricerca a coprire (o scoprire) superfici che non sono solo tele ma vecchie porte, assi, lamiere, legni usurati dal tempo, carte da parati o da sarto, juta, lenzuola, brandelli di vecchie opere ritrovate in nuove composizioni che a volte esigono tridimensionalità: tutto si assembla e si trasforma in un finire e non finire mai dove l’oggetto può diventare soggetto; ogni opera diventa un viaggio nel ripensare il reale, perché quello che c’è non è scontato.

Così trovo il legame tra quello che sono, che vivo e che vedo, accompagnato dalle opere di chi viaggia con me, sempre attento all’importanza dei percorsi di chi ha viaggiato prima”.

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• Credo che per te fare arte sia cercare sempre quel filo rosso che sembra perso e che invece esiste…

“Il viaggiante che è in me sorride guardando pezzi appena terminati. Ricostruisco il segno (e il sogno) delle cose che tornano visibili. Il mio sorriso è rivolto ad altri viaggianti che come me vogliono farsi prendere dal vento rimanendo fermi per trovare ordine nelle cose scomposte e quella bellezza offuscata dal tempo o che troppo spesso sfugge e si disfa nella consuetudine del quotidiano.”

williamvezzoli@gmail.com

Tel. 339 2076313

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Gianbattista Bonazzoli

Gianbattista Bonazzoli

bonazzoli99@gmail.com - cell. 328 3465570

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