Angelita-Mattioli-Anima-Dicembre-22
L'abbandono, olio e tecnica mista su tela, 100x140 cm

ANGELITA MATTIOLI, TOCCARE E SMUOVERE L’ANIMA

Dal bianco della tela alla ricerca di un mondo infinito di emozioni che svegliano l’anima. 

Angelita Mattioli, originaria di Breno – Bs, attualmente vive e opera a Sellero.

Il suo studio si trova in una vecchia abitazione, ricca di storia, con un giardino incantevole: ogni giorno mette l’anima mentre lavora senza tregua all’ultima “collezione” come lei la definisce.

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Autoritratto, olio e tecnica mista su tela, 30x30 cm

• Nell’arco del tuo percorso espositivo in giro per l’Europa spesso ti avranno fatto questa domanda: Perché prevalentemente immagini femminili?

“In realtà le risposte sono molteplici. Ricordo che già al Liceo Artistico, il disegno dal vivo del corpo mi affascinava più di ogni altro soggetto. La figura femminile, il suo movimento, la sensualità, ma anche la staticità e l’abbandono racchiudono un mondo infinito di sfumature, emozioni, sensazioni che mi appartengono, che sento mie nell’anima. Il disegno, la costruzione della composizione, il tratto, la forza e la velocità sono elementi fondamentali nella mia pittura.

Il mio percorso è stato lungo e a tratti tormentato. Come tutti gli artisti credo che le “crisi” siano inevitabili, soprattutto per chi cerca di andare oltre la pura rappresentazione di un’immagine. C’è sempre un qualcosa che si muove, di sotterraneo, nell’anima, che accende l’immaginazione. Si affronta il bianco della tela senza sapere esattamente dove si finirà, ma ci si lascia trasportare dall’impeto, dalla foga, lasciando fluire le sensazioni.

Il senso dell’arte è che l’opera generi emozione, rapimento, riflessione, poco importa che si tratti di tristezza, erotismo o quant’altro, purché arrivi a toccare e smuovere l’anima”.

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Finestre murate 2, olio e tecnica mista su tela, 120x80 cm

• Le tue ultime collezioni Finestre murate e Piedi rossi, due cicli di lavoro ben distinti, sono arrivate sotto un fortissimo impulso. In questi tempi incerti molti artisti hanno sviluppato temi ai quali mai avrebbero pensato…

“La prima, Finestre murate, si riferisce al periodo della pandemia. Ecco quindi la sabbia per chiudere le finestre poiché al di fuori non c’erano orizzonti immaginabili. Figure contorte, distorte in un’alienazione costretta.

La seconda collezione, Piedi rossi, è legata ad un tema personale: essi non sono altro che un cammino che sento troppo doloroso. Alla fine, la costruzione dell’immagine di un corpo non è altro che un pretesto, a volte la figura si intravede appena, a volte scompare dentro le masse di colore o le “manate” di calce.

Non è mai una rappresentazione fine a sé stessa perché il fuori e lo spazio circostante hanno tanta importanza quanto il soggetto. Non ho mai cercato la bellezza di un corpo o di un volto, ma il momento, la vibrazione e l’anima che scaturiscono dal sentire.” …

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I piedi rossi, olio e tecnica mista su tela, 150x120 cm

… “Nel mio percorso artistico ho lavorato anche alla realizzazione di sculture, principalmente in ceramica raku.

Anche la scultura, come la pittura, si muove nell’intento di esprimere un sentimento, una riflessione: difficilmente mi soffermo sui volti, spesso non esistono lineamenti.

Uno dei lavori che mi ha coinvolto e gratificato maggiormente è un’installazione contro la violenza sulle donne. Ho creato un centinaio di scarpette rosse in ceramica raku, ammaccate, storte, calpestate, una diversa dall’altra e montate su aste di ferro.

Devo dire che mi sento comunque più pittrice che scultrice: posso stare mesi senza toccare l’argilla, ma non senza accennare anche solo un segno” conclude Angelita Mattioli. 

Angelita-Mattioli_Anima-Dicembre-22
Grovigli, ceramica raku, 30 cm
Gianbattista Bonazzoli

Gianbattista Bonazzoli

bonazzoli99@gmail.com - cell. 328 3465

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