ESTETICA DEL VIVERE - DENTROCASA giugno 2018
ESTETICA DEL VIVERE - DENTROCASA giugno 2018

L’ESTETICA DEL VIVERE

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Nella campagna Umbra, vecchi fabbricati rurali rinascono interpretando lo spirito del luogo e la qualità del vivere contemporaneo.

progetto e interior design arch. gian marco cannavicci • testo edda giancola • ph e styling michele biancucci – chiara virgili

 

Spoleto, provincia di Perugia. In un tessuto urbanistico che mantiene intatto l’antico aspetto medioevale, inserito in un contesto ambientale di indiscusso interesse naturalistico, l’architetto Gian Marco Cannavicci firma il progetto di ristrutturazione e ampliamento di un complesso rurale convertito in residenza.

Il compendio, originariamente composto da un fabbricato principale datato anni ’30 e da annessi agricoli risalenti al dopoguerra, ha subito un intervento conservativo che ha previsto l’eliminazione di alterazioni derivanti da rimaneggiamenti successivi, finalizzando il recupero al riuso dei materiali della tradizione, adottando contestualmente tecnologie abitative contemporanee. L’approccio progettuale ha indubbiamente osservato la salvaguardia dei fabbricati e la loro imprescindibile relazione con il contesto paesaggistico.

Un elemento vitreo funge da collegamento tra il corpo di fabbrica originario – adagiato sulla parte superiore del poggio – ed il nuovo volume destinato alla cucina, su cui si innesta un volume inclinato di 30 gradi, contenente la living room e le aree deputate al riposo. Questo secondo edificio si sviluppa su due livelli alternando aperture strette e alte, che caratterizzano il fronte Nord, a generose vetrate che definiscono il fronte Sud; un intonaco grigio fango disciplina i pieni e i vuoti di questo volume che digrada verso la collina.

L’antico fienile è stato demolito e ricostruito in posizione parallela e appare oggi compatto con un piacevole rivestimento in pannelli di Cor- Ten, materiale utilizzato anche differentemente nel sito, per creare una continuità materica. L’intervento conclusivo ha previsto il rifacimento di un annesso agricolo caratterizzato da un volume regolare con un profilo longitudinale che gli consente di inserirsi con discrezione nel l’immenso paesaggio coltivato ad oliveto. Un’alternanza di vetro e pietra sancisce la filosofia progettuale dell’intera opera che non cade in eccessi architettonici, ma fa della sostenibilità un elemento prioritario, raggiunta con tecnologie mirate all’autoefficienza energetica come il fotovoltaico. Tra vigneti ed ulivi secolari si raggiunge l’apoteosi dell’estetica.

 

chi:

Arch. Gian Marco Cannavicci
via San Giovanni dell’Acqua, 40 Foligno Pg
tel 0742 359119 cel 348 2893134
info@gmcarchitettura.it gmcarchitettura.it

 

 

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The aesthetics of living

In the Umbrian countryside, some ancient rural buildings get a new lease on life by interpreting the spirit of the place and the quality of contemporary living.

Planning and interior design by architect Gian Marco Cannavicci • Text written by Edda Giancola • Photography and styling by Michele Biancucci and Chiara Virgili

Spoleto, province of Perugia. Inside an urban fabric that keeps its ancient medieval appearance intact, included in an environmental context with an unquestioned natural value, architect Gian Marco Cannavicci signs the renovation/ extension project of a rural complex, converted into a dwelling.

The whole complex – originally consisting of a main building dating back to the ‘30s with farming outbuildings from the postwar period – underwent a conservation intervention which included the removal of alterations originating from subsequent changes, in order to reuse traditional materials while contextually adopting contemporary housing technologies. The planning approach has undoubtedly respected the protection of buildings and their unavoidable connection with the landscape.

A vitreous element acts as a link between the original building – lying on the upper part of the knoll – and the new volume conceived as a kitchen, where a 30-degree sloping volume is inserted – in order to ensure the best view – and includes the living room and the sleeping area too. This second building covers two floors and alternates high and narrow openings – distinguishing the north side – with generous glass windows which define the south side; a mud grey plaster regulates solids and voids inside this volume which declines towards the hill.

The ancient barn has been demolished and rebuilt in a parallel position; today it stands out as a compact building with a pleasant covering of COR-TEN countertops – a material used in several ways and to create a continuity of matter too –. The decisive work considered the remake of a farming outbuilding, distinguished by a regular volume with a longitudinal outline that allows to discreetly integrate it with an immense landscape where olive trees are grown.

A sequence of glass and stone sets forth the design philosophy of the whole work, not exaggerating with architectural excesses and turning the sustainability into a priority, a key element reached thanks to all technologies focused on energy self-sufficiency, such as solar panels. The apotheosis of aesthetics is reached here, between vineyards and olive trees.

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