Direttiva-UE-Eco-case-Aprile-2023

LA DIRETTIVA UE SULLE CASE VERDI  

18/04/2023

L’Energy Performance of Buildings Directive: gli obiettivi da raggiungere e i soggetti coinvolti. L’applicabilità sugli immobili del nostro Paese. Dagli edifici esistenti a quelli ancora da costruire. 

La nuova direttiva U.E. riguardante l’efficienza energetica degli edifici è stata approvata lo scorso 14 marzo dal Parlamento Europeo e fa parte del pacchetto FIT for 55% per ridurre appunto del 55% delle emissioni di CO2 in atmosfera entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

L’obiettivo è quello di contenere l’aumento medio della temperatura del Pianeta Terra entro 1,5 °C rispetto alla temperatura dell’era pre-industriale.

La frase sopra sembra possa esimere il semplice cittadino europeo dall’essere coinvolto, visto i lunghi termini temporali ed il livello elevatissimo del traguardo fissato. In realtà sono esattamente le caratteristiche sopra citate che impongono il coinvolgimento di tutti.

Ma veniamo alla direttiva che ha suscitato diverse polemiche riguardo alla sua applicabilità al patrimonio edilizio esistente in Italia. Innanzitutto si deve ricordare che la direttiva riguarda gli edifici esistenti e quelli che verranno costruiti. 

CONTENUTI

Gli obbiettivi si articolano in questo modo a seconda della destinazione d’uso e della proprietà: – edifici pubblici nuovi a zero emissioni dal 2026 – edifici privati nuovi a zero emissioni dal 2028 – edifici residenziali pubblici in classe E entro 2027 ed in classe D entro il 2030 – edifici residenziali privati in classe E entro il 2030 ed in classe D entro il 2033 – edifici riscaldati non residenziali pubblici e privati in classe E entro 2027 ed in classe D entro il 2030.

Dovranno dotarsi di tecnologie solari tutti i nuovi edifici per i quali sarà tecnicamente ed economicamente possibile entro il 2028 mentre, per quanto riguarda gli edifici residenziali sottoposti a ristrutturazioni importanti, la data limite sarà il 2032.

La direttiva prevede inoltre una stretta sugli incentivi statali a partire dal 1° gennaio 2024 per le caldaie a combustibile fossile, saranno invece consentiti per quelle ibride ad esempio caldaia a metano + pompa di calore.

ESCLUSIONI

Sono esclusi dal rispetto della normativa gli edifici tutelati per il loro valore storico artistico, i luoghi di culto, le chiese, gli edifici tecnici e quelli temporanei. È facoltà degli stati membri anche individuare altri edifici di edilizia pubblica per i quali non sia conveniente eseguire l’efficientamento energetico.

La direttiva non è ancora operativa, infatti si avvieranno trattative fra gli organi istituzionali dell’Unione Europea ed i Governi degli Stati membri per il suo recepimento che si prevede sarà effettuato entro il 2025.

La scelta di coinvolgere gli edifici sulla strada della de-carbonizzazione è giustificata dal fatto che gli edifici hanno un peso del 40% sul consumo energetico.  

Su queste pagine ho ricordato più volte l’impronta energetica degli edifici ed è per questo motivo che i quest’ultimo periodo sono state investite ingenti risorse pubbliche attraverso i cosiddetti Bonus fiscali.

D’altro canto, va riconosciuto che le tecniche costruttive, sia che riguardino la costruzione di edifici nuovi, sia che riguardino la ristrutturazione di quelli esistenti, garantiscono risultati davvero importanti dal punto di vista dell’efficienza energetica ed anche del miglioramento del comfort termo-acustico, senza dover ricorrere ad alcuna rinuncia in termini di utilizzo dell’edificio.

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Andrea Pietro Capuzzi - Ingegnere

Consulente Casa Clima - info@studiocapuzzi.it - studiocapuzzi.it

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